Il “Diritto internazionale” vale anche per gli Stati, non solo per le ONG

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Intimare alle ONG umanitarie di rispettare il “diritto internazionale” nel loro portare soccorso ai migranti in mare è doveroso da parte dei Governi; ma brandire questo principio come uno slogan di facile effetto, come fatto nei giorni scorsi, è un’azione denigratoria del meritorio e insostituibile lavoro da esse svolto.

Negli oltre 10 anni di presidenza dell’Associazione delle ONG italiane, ho visto molte volte certa politica utilizzare questa strategia “del fango” a fronte della quale ho a mia volta invocato il “diritto internazionale umanitario” che ha nel principio di non discriminazione delle vittime un fondamento cardine. Anche quando si soccorrono in mare le vittime dei naufragi; si accolgono tutti i migranti giunti alle nostre frontiere; si presta assistenza a tutti gli immigrati sparsi per marciapiedi delle città italiane, ivi compresi quelli senza documenti, certamente, perché il diritto alla vita dignitosa è il primo, supremo, inderogabile diritto internazionalmente riconosciuto come tale. Ricordando, inoltre, che il “diritto internazionale” vale anche e ancor di più per Governi e Stati vincolati da Trattati e Convenzioni sottoscritti con la Comunità internazionale.

Gli istituti del diritto di ogni ordine e grado, per una loro corretta applicazione, vanno considerati nella completezza della loro complessa articolazione ed interazione. Compito arduo, questo, che richiede competenza, preparazione, discernimento e, soprattutto, grande serietà.

Stanno nel “diritto internazionale”, i diritti alla libertà di associazione, di culto e religione; di asilo per i rifugiati; quelli culturali, economici e sociali, ad un livello di vita dignitoso; il diritto a cibo, salute, educazione e sicurezza sociale; il diritto dei bambini a non essere sfruttati; il diritto a non privatizzare i beni comuni e i risultati delle scoperte scientifiche; alle pari opportunità; il diritto al lavoro; i diritti dei lavoratori migranti e di tutti i membri delle loro famiglie ……  e la lista potrebbe continuare.

Sta nel “diritto internazionale” il ricorso alla guerra e all’uso della forza e delle armi quale “extrema ratio utilizzabile unicamente dopo l’espletamento di ogni altra via e di ogni altro mezzo per risolvere i conflitti.

Sono anche parte del “diritto internazionale”, perché parte di Accordi sottoscritti dall’Italia, questioni come le “quote latte”, mai rispettate né sanate con il pagamento di more e ammende richieste dalla UE; il non utilizzo di sementi OGM; il rispetto delle regole del Patto di stabilità, ripetutamente sforate con la crescita del debito pubblico; i limiti per le emissioni di gas inquinanti ed emissioni nocive, eluse con il vergognoso mercato delle quote; la tutela del patrimonio ambientale; l’adozione di finalità riabilitative per la carcerazione; la certezza dei tempi nei procedimenti giudiziali; ……  e la lista potrebbe continuare.

Ma sta nel diritto internazionale, anche il vincolo di pagamento dei contributi obbligatori alle Istituzioni preposte per la sua applicazione (a questo riguardo, ad esempio, gli USA hanno un debito verso la ONU di svariati milioni di Dollari); l’impegno a fornire risorse economiche adeguate allo sviluppo dei Paesi impoveriti dei Sud del mondo; a stanziare risorse sufficienti “all’adeguamento” di questi alle nuove normative in materia ambientale; a porre la negoziazione del debito estero su basi di equità e imparzialità; ……  e la lista potrebbe continuare.

Infine sapendo che, in violazione dei diritti fondamentali delle persone e di palese ingiustizia, don Milani ci ricorda il diritto all’obiezione di coscienza.   

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2 Commenti

  1. complessivamente sono d’accordo, poi purtroppo non ho sufficienti conoscenze di leggi per esempio sul fatto che vanno riconosciuti contributi all’onu e non sapevo che gli stati uniti hanno un grosso debito!!!
    certo come tu dici la lista potrebbe continuare, ma cominciamo come pd (tu lo rappresenti?) a definire le linee per ogni argomento (primo il lavoro) e andare dritti a sostenere queste linee
    io (anche se c’è la logica di vincere contro la lega) non trovo corretto sostenere la Moratti che rappresenta il contrario delle nostre (mie) idee
    grazie
    alla prossima