Spreco di cibo: Italia sulla retta via

I dati recenti in materia di spreco alimentare, rilevano come l’Italia sia complessivamente una “squadra da metà classifica”, ma in testa per quanto riguarda l’eliminazione degli sprechi di cibo a livello domestico. A fronte di una media mondiale di 85 Kg / anno per famiglia di cibo sprecato, gli italiani ne gettano nella spazzatura “solo” 67 Kg.

Questo è quanto emerge dal rapporto “Food Sustainability Index – 2021” pubblicato dalla Fondazione Barilla in collaborazione con il quotidiano “The Economist”. Sono 78 i Paesi, oggetto dello studio, analizzati alla luce di 38 indicatori economici, ambientali e sociali che rilevano l’efficacia delle misure e delle politiche intraprese per la riduzione degli sprechi alimentari.

“Per quanto riguarda gli sprechi alimentari dal campo alla tavola (che include la food loss , la perdita di cibo che si verifica in agricoltura nella fase di produzione, ndr) – si legge nel Rapporto – l’Italia è infatti al secondo posto dopo il Canada, anche grazie a iniziative, strategie e politiche che hanno agito per contrastare il fenomeno. Tra queste, la Legge Gadda che ha facilitato, anche tramite agevolazioni fiscali, la donazione delle eccedenze alimentari alle Onlus”.

Piuttosto deludente, al contrario, quanto fatto per ridurre la “pressione sulle risorse di acqua di superficie e di falda per la produzione alimentare” che rimane nel nostro Paese una criticità elevata e, più in generale, in materia di sostenibilità delle produzioni agricole ancora fortemente indirizzate alla massimizzazione delle rese unitarie e poco rispettose di un ambiente sempre più contaminato.

La FAO stima che, oggigiorno, nel mondo si producono alimenti sufficienti a sfamare 9 miliardi di persone. Lo scandalo che ancora 1 milioni di esseri umani soffra di malnutrizione è anche dovuto ad un utilizzo compulsivo ed esagerato del “carrello della spesa” come dimostrano le quantità di cibo sprecato e l’assurdo problema della crescente obesità da ipernutrizione in particolare nelle fasce giovanili dei nostri Paesi ricchi.

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