COVID-19: la variante OMICRON smaschera egoisti e approfittatori

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Con la scoperta della nuova variante COVID, la cosiddetta “variante OMICRON”, sono definitivamente messe sotto accusa le scelte, troppo spesso ingiuste, dei Governi dei Paesi ricchi anche in materia di salute umana e di diritti fondamentali delle persone.

Così, in questi giorni si sarebbe dovuta tenere a Ginevra la 12° Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), alla quale partecipano i Ministri dei 157 Stati membri, convocata per esprimersi in merito ai “Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights (Trips)”, per la sospensione temporanea dei brevetti ai paesi che possono produrre vaccini anti-Covid 19 in tutto il mondo e in particolare nei Paesi in Via di Sviluppo. La folle contrarietà reiterata da parte di alcuni Governi, tra i quali Italia e altri Paesi dell’Unione Europea, ha causato il rinvio della riunione a data da destinarsi.

La comunità scientifica è unanime: senza dare la possibilità di produrre i vaccini ad altri soggetti che non siano le grandi multinazionali del farmaco, che è risaputo monopolizzano il mercato mondiale, non si riuscirà verosimilmente a debellare la pandemia. Ma a quanto pare, diversi Stati, tra i quali il nostro ed altri dell’Unione Europea, continuano a rimanere ostaggio delle logiche del profitto delle principali industrie farmaceutiche. Queste multinazionali, grazie ai brevetti sui vaccini anti-COVID stanno accumulando enormi profitti a discapito della salute delle persone, in particolare di quelle povere dei Paesi dei Sud del mondo, che avendo un limitatissimo accesso ai vaccini registrano numeri impressionanti di contagi e decessi.

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