SHELL bloccata dalla popolazione sudafricana

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Mi piace concludere il 2021 con questa notizia: di fronte alle manifestazioni pacifiche di migliaia di abitanti della Wild Coast, sostenuti da alcune organizzazioni non governative locali ed internazionali, il colosso petrolifero SHELL ha dovuto interrompere un progetto di sfruttamento di nuovi giacimenti di gas e petrolio probabilmente presenti nelle acque di questa regione costiera della Repubblica del Sud Africa.

Per verificare la presenza di nuovi giacimenti, infatti, la Shell ha fatto ricorso a “cannoni d’aria” che emettono onde sismiche ogni 10 secondi 24 ore su 24. Per 5 mesi, ininterrottamente, la multinazionale ha bombardato le coste sudafricane con onde che hanno provocato danni all’ecosistema locale, turbative alle migrazioni delle balene, fino a causare movimenti tellurici nella regione.

Dopo una prima presa di posizione del Ministro dell’Energia sudafricano a difesa di Shell, in nome dello sviluppo economico del Paese, che aveva portato ad una ricusa degli esposti della popolazione locale, lo scorso 28 dicembre la Corte suprema ha imposto lo stop immediato di queste attività.

Un buon auspicio per il prossimo anno che, speriamo, sia foriero di molte altre notizie di questo tenore.

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