“La Provincia” – editoriale del 19 ottobre sul pacifismo: VERGOGNA !!!

L’editoriale pubblicato dal quotidiano “La Provincia” di Como di mercoledì 19 ottobre dal titolo “Il pacifismo diviso che genera un equivoco” mi ha fatto indignare per la sua faziosità e le sue ben mirate “selezioni” dei fatti storici che hanno caratterizzato il movimento pacifista italiano.

Fin dal suo incipit dove Roberto Chiarini, autore dell’articolo, ricorda come “la sua prima comparsa data addirittura nel 1946” quando, “nel corso dei lavori dell’Assemblea Costituente” alcuni socialisti proposero (udite, udite! n.d.r.) di integrare il ripudio della guerra con la non obbligatorietà del servizio militare e la neutralità perpetua dell’Italia”.

Così, secondo Chiarini, “il pacifismo italiano si connota fin dall’inizio per essere promosso dalla sinistra che, in nome della pace si schiera contro la NATO, facendo di fatto sponda all’URSS. Va in soccorso alla madre patria del comunismo…”. E ancora, più avanti, l’Autore sostiene che schierandosi contro la guerra in Vietnam “il pacifismo torna a connotarsi di anti americanismo”.

Proseguendo in una ricostruzione di fatti storici per lo meno fallace in alcuni passaggi determinanti, ad esempio la manifestazione contro la partecipazione dell’Italia nella guerra in Iraq, della quale mi fregio essere stato uno dei promotori – quale membro del Coordinamento della Tavola della Pace e della Marcia Perugia-Assisi – alla quale hanno partecipato oltre 1.5 milioni di persone (evidentemente tutte filosovietiche secondo il Chiarini), la mia indignazione raggiunge il suo apice quando si citano due giganti della nostra storia nazionale come Aldo Capitini e Giorgio La Pira definiti come il primo “un non-violento dell’area radicale” e La Pira come “un cattolico, potremmo dire, apostolo della pace”.

Per chi avesse lo stomaco per proseguire la lettura rimando al testo completo (che non ho trovato sull’edizione on-line del quotidiano: che sia un piccolo ripensamento del Direttore? n.d.r.). Qui, per brevità e senso di nausea crescente, mi limito a citare le altissime (!) considerazioni finali del Chiarini: “Oggi, reclamare una pace immediata mentre la Russia continua ad occupare alcune regioni dell’Ucraina, equivale a riconoscere la situazione di fatto e con ciò ratificare lo smembramento di uno stato sovrano”. E ancora: “è ovviamente legittimo …… mobilitarsi per un’immediata conclusione del conflitto. Basta però essere consapevoli che, con un’azione indifferenziata nei confronti dell’aggredito e dell’aggressore, si accetta la lesione di un principio base del diritto internazionale ….”.

Sono fiero di essere un pacifista convinto. Sono lusingato di essere in compagnia di svariati milioni di persone. Sono orgoglioso di aver dato il mio contributo al movimento per la pace in Italia. Sono onorato di avere il sostegno di Papa Francesco che, ancora negli ultimi “angelus”, ha chiaramente esternato la sua convinta appartenenza a quella parte di persone che, secondo il Chiarini, sono di sinistra e filosovietici.  

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