Consumo di suolo naturale: disastro italiano, ma successo comasco

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Sono stati ben 70 i Km quadrati sottratti al suolo naturale nel corso del 2021 per lasciare spazio alle cementificazioni industriali e residenziali. Per tentare una visualizzazione, si potrebbe dire che trattasi di una quantità pari alla superficie di 70 campi da calcio cementificati ogni giorno per l’intero anno. (Rapporto ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientali)

Con questo dato in continua crescita, il nostro Paese si colloca al di sopra della media UE che calcola un 4.9% di suolo occupato artificialmente contro il 7.13% dell’Italia (6.76% nel 2006 con un incremento di 1.153 Km quadrati).

Centri commerciali, capannoni industriali, nuovi edifici e impianti fotovoltaici a terra sono i principali responsabili di questa esorbitante erosione di suolo che, ancora per esemplificare, avrebbe potuto portare ad un’infiltrazione di 360 milioni di metri cubi di acqua e ad una produzione di 4.15 milioni di quintali di derrate alimentari. Dati che dovrebbero far riflettere in tempi di siccità e dipendenza alimentare ad esempio dal grano russo-ucraino.

A chi potrebbe legittimamente obiettare come questo sia il prezzo da pagare per la ripresa e la crescita economica tanto anelata, ricordiamo però che contemporaneamente ISPRA rileva come vi siano nel Paese ben 310 Km quadrati di edifici in disuso che potrebbero essere recuperati salvando i suoli naturali e le loro indispensabili funzioni ambientali. A meno che, altrettanto legittimamente, non dovessero aver fondamento i dubbi della prevalenza delle speculazioni sulla ragionevolezza della sostenibilità futura.

Un bagliore di speranza? Il Premio recentemente indetto dalla stessa ISPRA ha designato COMO, insieme a Impruneta e Marano di Valpolicella, quale “Comune risparmia suolo 2022”. La nuova giunta comacina dovrà raccogliere questo testimone, anche se, per la verità, rimane talmente poco suolo naturale nelle nostre terre che l’impresa non dovrebbe risultare poi così difficile.

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