2021: i 6 Miliardi per le armi alla sanità

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Molte sono gli atteggiamenti mutati con l’insorgenza del COVID-19. Tra queste, ne sono sempre più convinto, anche quello per cui mentre in passato tutti ci sentivamo “allenatori della Nazionale di calcio”, oggi tutti ci atteggiamo a Ministro della Sanità. Ognuno ha la sua ricetta; tutti le proprie critiche; ciascheduno le soluzioni “incomprensibilmente” non applicate.

Non voglio, certo, prolungare ulteriormente questa infinita schiera. Tuttavia, le notizie che iniziano a trapelare circa la prossima Legge di Bilancio 2021 (la vecchia Finanziaria) non mi evitano un commento che, spero, oggettivamente condivisibile.

Partiamo dai dati (presi con gratitudine dalla Campagna “Sbilanciamoci”): “nel 2021 il bilancio del Ministero della Difesa prevederebbe al momento un aumento di 1,6 miliardi (quasi tutti per spese investimento) arrivando ad un totale di 24,5 miliardi di euro. Se non è poi facile valutare con precisione la spesa complessiva di natura prettamente militare (ai fondi della Difesa vanno aggiunti quelli di altri dicasteri mentre vanno sottratte le funzioni non militari) è invece più semplice delineare il quadro delle risorse destinate all’acquisto di nuove armi: analizzando i capitoli specificamente legati all’investimento troviamo poco oltre i 4 miliardi di euro allocati sul Bilancio del Ministero della Difesa e circa 2,8 miliardi in quello del Ministero per lo Sviluppo Economico, a cui vanno aggiunti i 185 milioni per interessi sui mutui accesi dallo Stato per conferire in anticipo alle aziende le cifre stanziate per specifici progetti d’arma pluriennale. Ciò porterebbe dunque ad un totale di ben 6,9 miliardi che probabilmente è una sovrastima (nei Documenti Pluriennali di programmazione il Ministero della Difesa esplicita la cifra di 5,9 miliardi) ma che ci consente di confermare la nostra valutazione di 6 miliardi spesi nel 2021 per nuove armi”.  

Ora, considerato che da anni il bilancio per la sanità pubblica è in netto declino mentre quello per le spese militari in progressiva lievitazione, di fronte ad un’emergenza come quella dettata dal COVID-19 non è il caso di rivedere questa scelta che già in tempi “normali” considero scriteriata? Non sarebbe meglio destinare quei 6 miliardi di Euro a risolvere la pandemia? Non forse più saggio optare per una moratoria sugli strumenti di morte e dirottare le risorse a garanzia della vita?

Almeno per questo 2021! Iniziando una seria riflessione su cosa significhi, oggi, garantire la “difesa” del nostro Paese.