C’è sempre qualcuno “più a Nord”

Nei lunghi periodi trascorsi in Africa spesse volte mi sono sentito ripetere la metafora secondo la quale non ci sono confini alla povertà e, per quanto dura possa essere la situazione di una persona, sempre si può trovare qualcuno in uno stato ancora peggiore.

C’è sempre qualcuno più a Sud di noi”. Gli amici africani e, di riflesso, molti operatori delle ONG hanno adottato questo mantra ad indicare l’infinito impegno per la lotta alla povertà e la costante ricerca di nuove situazioni da avere come riferimento consolatorio o quale obiettivo imperituro da perseguire.

Ogni sforzo, ogni impegno, ogni progetto portati a termine altro non sono che il prologo di altri successivi. Ogni condizione, ogni privazione, ogni disperazione vengono relativizzate dal confronto con chi sta peggio di noi.

Penso che le medesime considerazioni debbano aver motivato il Governo britannico di Theresa May quando un paio di giorni fa ha assunto la decisione di chiudere le frontiere a qualunque lavoratore straniero “non qualificato”. Con un post su Twitter, da Trump in poi pare che la comunicazione politica si faccia in questo modo, la May ha annunciato di volersi sottrarre alle pressioni di Bruxelles fatte perché anche la Gran Bretagna contribuisca all’accoglienza di lavoratori stranieri migranti. Per tutta risposta, la Premier inglese, probabilmente per reagire alle dimissioni dello sceriffo Boris Johnson dimessosi da Ministro degli Esteri a seguito della “linea soft della Brexit” adottata sin qui dal Governo May, ha annunciato la chiusura delle frontiere nei confronti di tutte le persone in cerca di lavoro, persino a quelle di origine europea. Quindi, da l’altro ieri, anche i lavoratori migranti italiani, che da un secolo e più cercano lavoro all’estero, dovranno escludere Londra dalle possibili mete nelle quali cercare e trovare un impiego.

Il Nord Africa se la prende con i sub sahariani; Roma con Tripoli; il nuovo regno lombardo-veneto del triumvirato leghista con il merdione; Salvini con l’Africa, Tripoli, i meridionali e i romani; e …. Londra con gli italiani.

In questo frangente storico di intolleranza dilagante e di miopia imperante, “c’è sempre qualcuno più a Nord di noi”. Forse rifletterci sopra un po’ di più eviterebbe che la legge della giungla abbia definitivamente la meglio su quella della politica, ovvero della ricerca del bene comune a tutti.