Agenzia per il Terzo Settore: Fornero ci spiace, dobbiamo chiuderla

Il Governo ha annunciato, per bocca del Ministro per il Lavoro e il Welfare Elsa Fornero, la sua intenzione di chiudere l’Agenzia per il terzo Settore. Una decisione che irrita e suscita la contrarietà di tutto l’associazionismo italiano sia per il merito che per il modo con cui si è proceduto. La notizia, infatti, è stata data dal Ministro Fornero a margine di un convegno tenutosi a Milano, senza alcun preavviso ne tantomeno alcuna consultazione e confronto con le rappresentanze delle associazioni, ed in particolare con il Forum Nazionale del Terzo Settore. I ripetuti tagli che anche il Governo Monti ha inferto al welfare del nostro Paese oggi si completano con la decisione unilaterale di abolire l’Agenzia voluta per promuovere e sostenere le realtà della società civile e le loro attività. L’indignazione delle associazioni e la solidarietà già manifestata da diverse forze politiche ad oggi non sembrano aver sortito alcun effetto  per un ripensamento di un atto miope, ancora una volta fatto alla luce della sola logica ormai imperante del taglio della spesa pubblica e senza preoccuparsi di contemporaneamente promuovere misure di rilancio e di sostegno alla ripresa economica. Ripresa per la quale, senza ombra di dubbio, le associazioni ed il volontariato costituiscono una componente al quanto significativa ed irrinunciabile. Il tutto per risparmiare 1,2 milioni di Euro: a tanto ammonta infatti il bilancio annuale dell’Agenzia presieduta sino al 12 gennaio dal Prof. Stefano Zamagni. La richiesta del Forum Nazionale del Terzo Settore è che si apra immediatamente un tavolo di confronto con il quale ancora una volta dimostrare la buona fede del Governo e la disponibilità delle associazioni ad individuare proposte concrete per il reperimento delle risorse necessarie a sostenere questo spazio di partecipazione democratica e di soggettività economica, sociale e politica così necessarie all’Italia di oggi. La speranza è che anche questa vicenda non finisca in un altro pianto del Ministro.

()articolo pubblicato su Repubblica.it)

Libertà di stampa nel mondo: Italia al 61° posto

Puntuale come ogni anno oggi è stato reso pubblico il rapporto sulle libertà di stampa nel mondo redatto da Reporters Sans Frontières. Le classifiche, le mappe, le descrizioni ed i commenti della ONG internazionale sono da tempo un punto di riferimento e di misurazione di questa libertà fondamentale e, soprattutto, scevri da critiche di partigianeria o di strumentalità.

Nell’anno delle rivoluzioni magrebine e del rovesciamento dei regimi dittatoriali del Nord africa, spiccano tra i primi 20 classificati Paesi come Capo Verde e Costa Rica, ma anche il 25° posto conquistato dal Mali e il 29° dal Niger. Dati che sfatano il luogo comune per cui nei Paesi in via di sviluppo di godono meno libertà che in quelli cosiddetti sviluppati, e ridanno prestigio e dignità a realtà molto spesso considerate di secondo ordine e “sottosviluppate.

Così come non possono non balzare agli occhi le retrocessioni al 47° posto di USA, considerato il Paese della libertà per antonomasia, e quella ahinoi registrata ancora una volta dall’Italia che in questo 2011 viene relegata al 61° posto perdendo ben 11 posizioni rispetto all’anno precedente. Gli ultimi mesi dell’era berlusconiana hanno anche avuto questa come conseguenza per il nostro Paese.

Non ci resta che sperare per il prossimo rapporto 2012!

Missione del Governo in Libia, ma Riccardi resta a casa

Il Primo Ministro Mario Monti è in queste ore in Libia con una delegazione governativa nella quale brilla l’assenza del MInistro per la Cooperazione e l’integrazione Andrea Riccardi. L’obiettivo della missione del nuovo Governo è quello di rinsaldare le relazioni “di amicizia” con i nostri vicini di casa all’indomani dell’insediamento dei due esecutivi che, seppur per motivi ed in situazioni del tutto diversi, si sono quasi contemporaneamente insediati sulle due sponde del Mediterraneo. Cooperazione, interventi e accordi commericali e flussi migratori sono , come facile intuire, le questioni priroritarie dell’agenda di questa visita. Proprio per questo stupisce non poco la decisione assunta da Monti di escludere dalla delegazinoe governativa italiana il Ministro per la Cooperazione e l’Integrazione Andrea Riccardi. Chi accompagna infatti il Premier sono solamente il Ministro degli Affari Esteri Terzi di Sant’Agata e quello della Difesa Di Paola.

Le polomiche e le dispute delle ultime settimane per l’attribuzione di deleghe precise al Ministro Riccardi, sino ad oggi concretizzatesi in quelle per la famiglia, il servizio civile, le adozioni e le tossicodipendenze, sembrano confermare le difficoltà a riempire di contenuti, margini di manovra, autonomia gestionale e risorse ciò che sembra sempre più assumere i tratti di un prestigioso “bigletto da visita” e niente più.

I commenti e le reazioni positive espresse da tutti all’indomani della nomoina di Riccardi iniziano a scontare la disillusione per ciò che rischia di trasformarsi nell’ennesimo bluff circa l’attenzione riservata alla cooperazione internazionale e all’intergazione degli stranieri da parte del governo in carica.

Blocco dei volontari in Servizio Civile: Riccardi intervenga subito

Syed Shahzad Tanwir, uno studente pakistano di 26 anni residente in Italia da 15 anni, ha fatto ricorso contro la sua esclusione dalla possibilità di prestare un servizio di volontariato ai sensi della legge 64/01 sul Servizio Civile Volontario, ottenendo ragione dal tribunale di Milano che, a seguito di ciò, ha intimato al Ministro per la cooperazione e l’integrazione Andrea Riccardi, che ha la delega in materia di Servizio Civile, la riedizione del bando dell’anno 2011. La conseguenza: sospese tutte le prese di servizio dei circa 18.000 volontari che avrebbero avviato le loro attività ad inizio febbraio. Il caos creatosi nelle centinaia di Enti che si sono visti piombare addosso questa situazione alla vigilia dell’avvio delle attività e che per quelle previste nei Paesi in Via di Sviluppo avevano praticamente già acquistato i biglietti aerei per la  partenza dei volontari, è totale. L’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile non fornisce indicazioni, forse anche per la vacatio del suo Direttore non ancora nominato dal Ministro,  e il disorientamento dei volontari regna sovrano.

Da sempre personalmente ho sostenuto la necessità di rivedere non solo per il servizio civile, ma anche quella della cooperazione allo sviluppo, la Legge 49/87, ai fini di consentire agli stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese di poter essere ammessi al servizio volontario, senza tuttavia ottenere alcun risultato. Chiedere quindi un urgente intervento del Ministro Riccardi per l’immediato sblocco dell’avvio al servizio dei volontari , come da me fatto nella giornata di ieri anche in un comunicato stampa, non attiene minimamente alla condivisibile richiesta del ragazzo pakistano quanto piuttosto alla razionale applicazione della legge vigente che, purtroppo, ancora prevede di riservare l’opportunità del servizio civile ai soli cittadini italiani. Avendone parlato direttamente con la segreteria del Ministro, sono certo che Riccardi condivide questa mia posizione e che sta adoperandosi per una soluzione positiva del caso. Tuttavia, il tempo stringe e, fatta salva la speranza che Syed ritiri il ricorso rendendo così nulla la sentenza, occorre che il Governo trovi la via più rapida per impedire che quel poco che resta del Servizio Civile già ridotto all’osso per mancanza di finanziamenti, non venga completamente azzerato togliendo anche questa opportunità ai nostri giovani.

(articolo pubblicato su Repubblica.it)

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