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La UE crede nelle Reti di società civile

Con l’approvazione del bando “Strengthening Regional, European and Global CSO Umbrella Organisations l’Unione Europea stanzia oltre 50 milioni di euro per il rafforzamento delle Reti di organizzazioni di società civile. Da sempre, anche contro il parere dei più e passando per un retrograde antiefficienza, sostengo una via alternativa e complementare, ma altrettanto foriera di risultati positivi, a quella intrapresa con la sovrastrutturazione e l’ingigantimento delle singole organizzazioni, almeno di quelle che lo hanno potuto e saputo fare. Le indispensabili competenze e le necessarie risorse per affrontare la complessità delle problematiche dello sviluppo, infatti, ammettono vie diverse per il loro conseguimento e ciò anche attraverso il lavoro di rete e la cooperazione tra organismi.

Sembra che la Commissione europea continui a condividere questa strada dato che, come negli anni scorsi, mantiene ancora aperti i rubinetti del bilancio comunitario per le realtà di secondo livello della società civile. Certo non di tutte. Ammesse ai finanziamenti saranno quelle reti capaci di dimostrare competenze multisettoriali e, soprattutto, in grado di fornire un programma coerente articolato su obiettivi programmatici pluriennali e condivisi dai propri membri. A queste condizioni, interessanti e per alcuni sicuramente rivoluzionarie del loro modo di agire e di rapportarsi con i propri associati, le organizzazioni di secondo livello potranno ottenere sostegno economico alle loro attività di rappresentanza e di coordinamento e alle loro azioni di lobbying e advocacy.

Efficacia ed efficienza sono obiettivi irrinunciabili per una corretta azione di cooperazione. Tuttavia, lo ribadiamo forti della condivisione della Commissione, le vie per il loro raggiungimento sono diverse e non sempre e non per forza di cose coincidono con notorietà, dimensioni e strutturazione delle singole organizzazioni. La mia personale speranza che questa strategia istituzionale possa fare breccia anche nelle istituzioni e nella società civile italiane ritrova un barlume di speranza che spero sia alimentato da una pronta e positiva reazione dalla organizzazioni di società civile italiane che metta definitivamente da parte stupide gelosie e dannose competizioni individualistiche. Sarebbe un metodo di lavoro efficace e ciò che ancor più conta molto più coerente e attinente alla morfologia  della società civile italiana caratterizzata da piccole organizzazioni capillarmente distribuite sul territori, di ridotte dimensioni e limitate risorse umane ed economiche.

Insieme per una UE delle persone

A chiusura delle liste per le elezioni europee del 25 maggio e con l’avvio della campagna elettorale le Organizzazioni della società civile lanciano un Manifesto per chiedere al nuovo Parlamento e alla Commissione che si insedieranno a Bruxelles di porre al centro delle politiche i destini delle persone e del pianeta.

Una richiesta veramente unitaria che ha visto riunite, per la stesura del Manifesto “A better Europe now”, le quattro principali reti europee che riuniscono le Organizzazioni di sviluppo e cooperazione, sindacali, ambientali e sociali coalizzate nella “Spring Alliance”. CONCORD, Syndicat European Trade Union, Social Platform e European Environmental Bureau, queste le loro rispettive sigle, hanno stilato un elenco di priorità che dovrebbero essere gli assi portanti e i punti di riferimento delle politiche comunitarie che le prossime istituzioni europee dovrebbero adottare e promuovere.

Con gli argomenti, le motivazioni e il vissuto derivati dalla lunga esperienza maturata tra la gente, Spring Alliance ha individuato sei obiettivi ritenuti indispensabili per riporre i diritti delle persone e della terra al top dell’agenda politica di Bruxelles: società più eque e più coese per ridurre la povertà delle famiglie e garantire a tutti adeguate protezioni sociali; riforma delle politiche economiche in particolare garantendo il pieno rispetto dei diritti umani di tutti e subordinando la logica del profitto ai diritti dei cittadini e della persona; impiego e lavoro di qualità per tutti soprattutto promuovendo attività produttive nella green economy; miglioramento della democrazia incrementando partecipazione e trasparenza nei processi decisionali comunitari; promozione della sostenibilità ambientale; raggiungimento degli impegni per lo sviluppo e la giustizia globale così come stabilito nelle Conferenze e nelle assise delle istituzioni internazionali. Da qui, la necessità di superare le mere logiche di austerity non solo per rilanciare consumi e produzioni, ma altrettanto per tornare a garantire capacità, possibilità e opportunità a tutti i cittadini di essere protagonisti di una ripresa dalla crisi che da troppo attanaglia i Paesi della UE.

Sarebbe auspicabile che anche a livello italiano si riproducesse quella stessa grande convergenza di forze sociali conseguita a Bruxelles per far pressione sui nostri candidati alle prossime “europee” affinché adottino queste priorità e influenzare efficacemente il Governo Renzi perché il semestre europeo a presidenza italiana offra un contributo decisivo e imprima una chiara direzione ai primi lavori di Parlamento e Commissione che dovranno reggere la UE nei prossimi anni.

5 x mille: lo Stato ruba ancora soldi al no profit

Nulla di nuovo, purtroppo, sul fronte del 5 x mille : con la Legge di stabilità proposta dal Governo Letta, resta il tetto di 400 milioni di Euro e non vi è traccia della stabilizzazione di questo strumento.

Nonostante che nel 2011 17 milioni di italiani abbiano liberamente deciso di detsinare al no profit circa 488 milioni di Euro, e alla faccia delle tante pressioni fatte dalle raprpesentanze di terzo settore alle quali hanno sempre fatto seguito promesse da parte della politica, anche questo Governo si ostina a mantenere un platfond inferiore sottraendo di fatto risorse alle organizzazioni no profit e accaparrandosi illegalmente somme di denaro che i contribuenti hanno destinato ad altro.

E’ per questo che di nuovo Vita.it rilancia una petizione per chiedere che non si prosegua oltre in questo abuso e che il 5 x mille diventi legge subito.

Firma anche tu la petizione che ha già raccolto oltre 5.000 adesioni sul sito www.vita.it

5 x mille, una firma contro lo scippo di Stato

In due anni, il 2010 e il 2011, lo Stato italiano ha sottratto ben 172 milioni di Euro al 5 x mille. I fondi che i cittadini hanno liberamente destinato a singole realtà associative con questo meccanismo voluto per sostenere le realtà di Terzo Settore del nostro Paese, anche a seguito dei ripetuti tagli alla spesa sociale “giustificati” dagli utlimi Governi con la carenza di risorse e la crisi economica imperante, sono stati decurtati dalla Stato nel 2010 di 80 milioni di Euro e nel 2011 di ben 92,8 milioni di Euro.

Alla penalizzazione dovuta al “tetto” massimo imposto con le finanziarie e le leggi di stabilità succedutesi negli anni, alla precarietà dovuta alla mancata definitiva stabilizzazione di questo meccanismo, grazie ad un’iniziativa del senatore Luigi Bobba si è scoperto che lo Stato ha barato sui conti e sottratto le somme citate tacendo il tutto nei confronti dei contribuenti.

Ora il settimanale VITA ha  lanciato una petizione per porre fine a questa vergogna e chiedere che il 5 x mille diventi subito legge dello Stato.

Firma anche tu sottoscrivendo la petizione al seguente link:

www.vita.it/non-profit/5×1000/5-per-mille-una-firma-contro-lo-scippo-di-stato.html