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Dichiarazione finale del Controvertice G20

Al termine del People’s Summit tenutosi in Messico in concomitanza del Vertice dei G20, le associazioni e i movimenti sociali presenti hanno adottato una dichiarazione finale molto critica nei confronti dei grandi della terra, ma anche foriera di proposte per regolare la gestione del potere nel prossimo futuro

 

Proteggere i beni comuni, non le banche

Dalle Organizzazioni di Società civile riunite in Messico in occasione del Vertice G20, sale la voce unisona per chiedere che le decisioni dei grandi della terra tutelino i diritti umani, i beni comuni e il futuro del pianeta e lancino un messaggio chiaro alla Conferenza di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile.

Gli interventi e le misure adottate per salvare il sistema bancario internazionale, non possono e non devono far dimenticare la be più impellente necessità di garantire a tutti, e per primi ai più poveri e deboli del pianeta, un futuro sostenibile, giusto e dignitoso

Private interests infiltrate G20 Summit

MEXICO CITY, Jun 13 2012 (IPS) – Business will push for the freeing up of trade in green goods and services, at the upcoming summit of heads of state of the Group of 20 (G20) industrialised and emerging countries in Mexico.

“It’s an agenda for investors,” Diana Aguiar, representative of the Brazilian Network for the Integration of Peoples (REBRIP), told IPS. “The idea is that natural resources won’t be preserved if no monetary value is put on them. This is a very mistaken premise. They see it as a business.”

The activist is attending the alternative People’s Summit, which runs Tuesday Jun. 12 to Friday Jun. 15 in Mexico City before continuing in the northwestern city of La Paz until Tuesday Jun. 19.

The civil society forum has drawn hundreds of delegates of NGOs from Mexico and other G20 nations, whose presidents are meeting Jun. 18-19 in Los Cabos, a Pacific resort town at the southern tip of Mexico’s Baja California Peninsula, south of La Paz.

Fomenting free movement of green or sustainable products is one of the recommendations that Business 20 (B20) – which represents companies in the G20 bloc – set forth to the governments. The issue is to be discussed at the summit.

Il Presidente Napolitano e il diritto al lavoro

L’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Conferenza internazionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, costituisce un precedente di altissima rilevanza. Soprattutto in considerazione dell’attenzione dimostrata ad una delle piaghe più drammatiche del nostro tempo: la situazione dei lavoratori nel mondo.

Basta citare alcuni dati per rendersi subito conto delle proporzioni drammatiche che ancora vigono nel mercato del lavoro globale: 150 milioni di minori sono attualmente inseriti in attività lavorative; solamente 1 persona su 5 nel mondo gode di una qualche forma di protezione sociale (assicurazione, pensione, assegni familiari, ecc.); la stima dei posti di lavoro necessari a ridurre la disoccupazione a livello mondiale si aggirano sui 600 milioni di posti di lavoro; e nella sola Italia sono 500 mila i lavoratori che lavorano sotto i cosiddetti “caporalati” gestiti dalle mafie e dalle organizzazioni criminali. Un crimine, questo, finalmente perseguito con la reclusione da 3 a 4 anni di carcere dopo che dal suo nascere i gestori di questo racket se la sono cavata con una ammenda pecuniaria spesso ammontante a soli 50 Euro!

Al quanto condivisibile, quindi, la richiesta avanzata dalle confederazioni sindacali italiane e delle loro reti internazionali in occasione del G20 del lavoro con la quale si richiede che entro il 2015 tutti gli Stati membri ONU definiscano ed adottino un piano di protezione sociale per i loro rispettivi lavoratori. Piani che dovranno tenere in debito conto l’Agenda per il lavoro decente, norma internazionale ancora oggi disattesa in moltissime situazioni e da moltissimi legislazioni nazionali.