La UE vuole bloccare Trattato su diritti umani e imprese

Con 20 voti a favore, 14 contrari e 13 astenuti lo scorso 26 giugno il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha approvato l’avvio di un negoziato per un Trattato internazionale vincolante per il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese multinazionali. Una buona notizia se non fosse che i Paesi coalizzati per bloccare questo processo sono  maggioranza Stati membri della UE – Austria, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Irlanda, Repubblica Ceca – unitamente agli USA, alla Corea del Sud e al Giappone. Tra gli astenuti gli Emirati arabi e l’Arabia Saudita.

Da tempo, i Paesi dei Sud del mondo membri del Consiglio con un forte appoggio di numerosissime organizzazioni di società civile, chiedono che l’ONU adotti un patto giuridicamente vincolante, ovvero con previsione di sanzioni in caso di violazione, per monitorare e regolamentare le azioni delle multinazionali nel rispetto dei diritti umani delle popolazioni ospiti dei colossi economici mondiali. Non è un caso, quindi, che i Governi dei Paesi dove hanno sede le principali imprese transnazionali si siano opposte a questo importante passo e, come se non bastasse, abbiano dichiarato che i vincoli del Trattato non potranno essere applicati a chi ha espresso voto contrario. Una palese violazione con i principi democratici che vorrebbero valide per tutti le decisioni assunte a maggioranza, ma ancora una volta USA e UE, Italia compresa, manifestano una evidente contraddizione e paventano una supremazia che ancora viene imposta dietro  le pressioni delle potenti lobbie dell’economia globale. Ovviamente, sul piano formale i rappresentanti di UE e USA si sono appellati a una vaga impossibilità di applicazione del Trattato e al poco tempo concesso agli Stati membri per istruire la discussione. Ciò che è ancor più strano, tuttavia, è che allorché l’argomento “tempo” è stato richiesto in altre sedi negoziali da Paesi meno influenti sullo scacchiere mondiale, proprio le grandi potenze hanno sempre imposto ritmi forzati e tappe fulminee.

La democrazia, ovvero il governo dove comanda una maggioranza, è un principio che dovrebbe valere sempre e per tutti. Con l’assunzione della Presidenza di turno della UE il Governo Renzi, lo speriamo, porrà rapidamente rimedio a questa come alle altre prepotenze che ancora una volta i Paesi ricchi e i loro potentati sostenitori tentano di imporre a quelli poveri. Non fosse altro perché finalmente consapevoli del ribaltamento di poteri e dei rapporti di forza cui assistiamo nello scenario globale.

(articolo pubblicato su Repubblica.it)