La sicurezza alimentare è un business ?

I dubbi e le perplessità sulla New Alliance for Food Security and Nutrition – l’iniziativa lanciata dal G8 tenutosi lo scorso anno in USA – espressi da diverse realtà di società civile internazionale, tra le quali il Comitato Italiano Sovranità Alimentare, si dimostrano più che fondati.

Le recenti dichiarazioni del Ministro per l’Agricoltura della Nigeria, ultimo Paese africano entrato in questo ristretto club di “eletti” dalle potenze industriali del Nord del mondo dopo Ghana, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Etiopia, Mozambico e Tanzania, sono alquanto eloquenti. All’indomani del vertice G8 del 2013 (Irlanda del Nord) Akinwumi Adesina ha infatti dichiarato che “L’agricoltura è un settore con cui dovremmo creare un sacco di ricchezza, e non certo gestire la povertà. L’Africa non deve aver paura della crescita, in Nigeria, noi accogliamo con favore i grandi players, ma abbiamo intenzione di gestire l’investimento in modo tale che avvantaggi i piccoli agricoltori. Ad oggi già 28 grandi aziende hanno firmato lettere di intenti per investimenti in Nigeria nel settore agricolo per un valore di oltre 3 miliardi di dollari, queste aziende non lo fanno per sconfiggere la povertà ma per incrementare il loro business”.

Le più diplomatiche affermazioni del presidente Obama secondo il quale “la sicurezza alimentare è un imperativo morale, ma anche un imperativo economico”, non hanno placato le dure reazioni provenienti dallo staff dello Special Rapporteur del Segretario Generale ONU per il diritto al cibo che attraverso uno dei suoi consiglieri, lo scrittore e attivista Raj Patel, ha ribadito come “questa iniziativa sta essenzialmente spianando la strada alle grandi imprese, sia africane che internazionali, per disporre di risorse africane nel mercato africano, piuttosto che affrontare la ragioni profonde della povera”.

Nulla da fare: ogni qualvolta un Paese povero ottiene un posto alla tavola dei ricchi, le logiche del profitto e del “progresso” ingoiano rapidamente ogni velleità di lottare contro la povertà e la miseria che affliggono la maggioranza delle loro popolazioni. Brasile docet!