Diritti umani ed equità per il post 2015

E’ dello scorso 6 giugno la lettera inviata dall’Alto Commissario per i Diritti Umani a tutte le delegazioni ONU delle sedi di Ginevra e di New York con la quale Navanethem Pillay chiede l’inserimento dei diritti umani e dell’equità nei nuovi Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) che saranno definiti per il post 2105.

Un accorato appello affinchè, come stabilito con la Dichiarazione Finale del Vertice sullo Sviluppo Sostenibile svoltosi a Rio de Janeiro nel 2012 e come riafferamato pochi giorni fa dal Rapporto del Pannel di Alto Livello di Personalità Eminenti per l’Agenda di Sviluppo del  post 2015, l’inclusione della “coerenza politica fondata sui diritti umani”  sia il principio cui ispirarsi nella definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) destinati a rimpiazzare gli MDGs alla loro scadenza. Dieci punti precisi con i quali l’Alto Commissario sollecita i Governi delle Nazioni Unite a “cogliere l’ooprtunità storica di assumere un nuovo paradigma” di sviluppo che dia speranze concrete a tutte le persone “senza discriminazione alcuna”  di vivere “libere dalla paura e dal bisogno”.

Uno sviluppo fondato sui diritti umani, equità, considerazione dei gruppi degli esclusi, sradicamento della povertà, ambiente salubre, riforme internazionali per il diritto allo sviluppo, universalità dei diritti, trasparenza e vincoli anche per il settore privato, sono “gli elementi essenziali” che l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ritiene debbano essere integrati nell’Agenda post 2015.

Un atto importante che, speriamo, influenzi in modo determinante le consultazioni, i negoziati e i lavori previsti per la Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che  il prossimo 25 settembre dovrà adottare l’Agenda per il post 2015.

(in allegato il testo integrale della lettera dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti Umani)