Governo Letta: segnali per la cooperazione internazionale

Strano questo Governo Letta! Con la lente di chi come me si occupa di cooperazione internazionale e guarda alle scelte che implicano rapporti con i Paesi dei Sud del mondo, i primi segnali ricevuti sembrano contradditori.

Così, ad esempio, la nomina del primo Ministro straniero nella compagine governativa, la congolese Cécile Kyenge incardinata al ministero dell’integrazione, seppur “senza portafoglio” è sicuramente una gradita novità che segnala grande attenzione e sensibilità all’integrazione dei cittadini stranieri, al loro coinvolgimento in ruoli chiave per il Paese, nonché alla valorizzazione delle competenze. Punto quest’ultimo, che avrebbe potuto servire da riferimento ad un Parlamento che, al contrario, elegge a presidente della importantissima Commissione agricoltura, che tra i suoi primi impegni avrà la patata bollente dei negoziati sulla Politica Agricola Comunitaria con la delicatissima ripartizione degli ingenti fondi allocati da Bruxelles, l’ex Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che, a quanto mi consta, ha ben poca dimestichezza con i problemi della nostra agricoltura. 

Ma, contemporaneamente, membri e atti dello stesso Governo inviano segnali indicatori di una ancora immatura considerazione della dignità delle persone e delle comunità dei Sud del mondo. Così, ad esempio, non si può che notare come tra le prime uscite pubbliche del neo Ministro all’ambiente, tutela del territorio e del mare Andrea Orlando all’isola del Giglio, il linguaggio da lui usato nelle interviste televisive rimanda ad una imbarazzante ignoranza allorquando per definire le realtà dei Paesi dei Sud del mondo ricorre ancora alla vetusta e offensiva espressione di “Terzo Mondo”. O ancora, come la richiesta della istituzione di un Ministero della cooperazione internazionale o, almeno, la riconferma di un Ministro delegato sia stata del tutto ignorata e nemmeno valutata con le parti interessate. 

L’esperienza mi insegna che, presto, una prima verità l’avremo alla riprova dell’assegnazione della delega alla cooperazione internazionale tra i Vice ministro e l’unico Sottosegretario del Ministero Affari Esteri, e più avanti con l’allocazione dei fondi alle attività di cooperazione allo sviluppo: gli impegni assunti dal precedente Governo Monti e le promesse lasciate in eredità in materia di aumento delle risorse, in particolare il piano di riallineamento agli impegni internazionali sottoscritti finalmente calendarizzato nella sua tempistica, ci dirà quanto questo Governo vorrà considerare tra le priorità del nostro Paese la cooperazione e la solidarietà con i poveri della terra.