Riduzione costi della politica: si purché riguardino altri

Come noto, 24 giovedì  novembre l’Ufficio di Presidenza del Senato ha approvato all’unanimità l’abolizione del “vitalizio” per i futuri Parlamentari, ovvero quelle migliaia di Euro mensili che ogni parlamentare riceve dal 65° anno di età purché abbia maturato almeno cinque anni tra i banchi del Parlamento come Deputato o Senatore. Come altrettanto risaputo, il provvedimento varrà unicamente per i neo eletti dalla prossima legislatura, mentre rimarrà intonso per tutti gli altri aventi diritto.

E proprio la questione del “diritto” è stata evocata quale giustificazione della non retroattività di tale norma voluta per dare un primo segnale dell’intrapresa riduzione dei costi della “casta”. Il Presidente del Senato Renato Schifani ha tenuto a precisare, quasi con rammarico, che non riconoscere un diritto acquisito come il poter contare sul vitalizio da parte dei parlamentari sin qui eletti sarebbe scorretto, oltre che economicamente insostenibile dovendo nel caso di retroattività restituire quanto versato come contributi dagli stessi parlamentari.

Ora, fuori dalla retorica che porterebbe a bollare come vergognoso un simile provvedimento che, nella migliore tradizione dei politici,  impone “sacrifici” e partecipazione a tutti fuorché a loro stessi, la domanda che sorge spontanea è: perché questo condivisibile principio dell’intangibilità dei diritti acquisiti non si applica anche alle pensioni dei lavoratori? Nelle riforme delle pensioni di anzianità, ad esempio, le condizioni del computo della pensione sono continuamente variate rispetto a quelle vigenti, quindi sottoscritte dal lavoratore, al momento della stipula del contratto di lavoro, momento dal quale il lavoratore ha iniziato a versare i contributi a quelle determinate condizioni. Evidentemente, in questo caso la retroattività è applicata senza problemi. Le modifiche del sistema pensionistico dovrebbero avere valore, coerentemente con il criterio adottato ieri al Senato, per chi inizierà a lavorare da domani oppure, in alternativa e come implicitamente ammesso dal Presidente Schifani, si dovrebbe procedere a un conguaglio restituivo di parte dei contributi versati dai lavoratori per compensare le mutate condizioni sopraggiunte con le riforme.

Ma si sa: il lupo perde il pelo ma on il vizio. E i politici italiani sono lupi di razza.