Vescovi e Confindustria dicono basta alle risse in politica

Due assemblee assolutamente diverse, eppure così accomunate dai contenuti dei messaggi di apertura dei rispettivi Presidenti. Da un lato l’Assemblea dei vescovi italiani introdotta dalla prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco, dall’altro quella di Confindustria aperta dall’ultimo discorso nella sua carica di Presidente di Emma Marcegaglia. Entrambe le personalità, con temi e argomenti diversi tra loro, hanno mosso una critica durissima all’operato del Governo e della politica chiedendo una svolta urgente e drastica per rimettere il Paese sulla via della ripresa e della fuoriuscita da una crisi economica e morale che blocca lo sviluppo ed il benessere dei suoi cittadini.

Con parole dai toni inediti, il Cardinal Bagnasco aprendo la 63° Assemblea generale dei Vescovi italiani ha stigmatizzato come “la politica che ha oggi visibilità è, non raramente, inguardabile, ridotta a litigio perenne, come una recita scontata e – se si può dire – noiosa. È il dramma del vaniloquio, dentro – come siamo – alla spirale dell’invettiva che non prevede assunzioni di responsabilità. La gente è stanca di vivere nella rissa e si sta disamorando sempre di più. Gli appelli a concentrarsi sulla dimensione della concretezza, del fare quotidiano, della progettualità, sembrano cadere nel vuoto”.

Sembra quasi avergli fatto eco la Presidente di Confindustria quando ha affermato che “senza sviluppo economico, senza crescita, alza la testa il populismo, vengono messi in discussione i fondamenti stessi della democrazia”. Continuando poi richiamando la necessità di “far cessare gli attacchi e le delegittimazioni reciproche” quale “prima, vera, grande riforma di cui ha bisogno l’Italia” .

Deve destare riflessione e reazioni urgenti se che si preoccupa dell’avvenire economico del Paese e chi del suo futuro spirituale e morale concordino nel dire che la politica di oggi ha stancato gli italiani e danneggia l’Italia. In questo scorcio finale di campagna elettorale per i ballottaggi delle Amministrative, c’è una prima occasione per i politici di dimostrare di aver compreso che le strumentalizzazioni e le diffamazioni personali, gli interessi piccoli di bottega o personali, e le dispute fini a se stesse quando anteposte al bene comune e al buon governo delle città e del Paese sono deleterie. Per loro stessi, ma ciò che più ci interessa, per tutti gli italiani preoccupati di un domani incerto che potrebbe essere ben peggiore del presente.