ISTANBUL – Forum della società civile: i Governi non si facciano beffe della voce dei poveri.

Le 1.700 organizzazioni di società civile (CSOs) accreditate al Forum parallelo di Istanbul, hanno adottato una posizione unanime rispetto ai contenuti del Piano di Azione uscito dalla Conferenza intergovernativa. Il testo del Piano di azione lascia i rappresentanti delle CSOs “stupiti e disillusi” per l’assenza di impegni concreti che mette le popolazioni dei PMA in una situazione peggiore di prima. Le CSOs sono shoccate da come gli interessi commerciali e finanziari hanno preso il definitivo sopravvento rispetto allo sviluppo e all’obiettivo di promuovere uno sviluppo integrato e a dimensione umana.

Il Forum della società civile ricorda ai Governi che, stante i risultati finali contenuti nel Piano di azione, hanno fallito nel compimento del mandato che si erano dati per la Conferenza di Istanbul che prevedeva la “mobilitazione di misure internazionali di sostegno aggiuntive in favore dei PMA, e a questo proposito, la formulazione e adozione di un partenariato rinnovato tra i PMA e i loro partner di sviluppo”.

Sono sentimenti questi, condivisi tra il Forum della società civile e il Governo della Turchia, il Paese ospite della Conferenza, che ha commentato a sua volta con parole dure i risultati sin qui ottenuti: “Siamo profondamente scontenti di quanto è stato deciso nei negoziati tra i partner di sviluppo. Sembra che essi non hanno mantenuto le promesse e gli impegni precedenti”.

Le CSOs denunciano come all’esame del Piano di azione: è difficile individuare impegni concreti e obiettivi quantificabili; non vi siano riferimenti al ruolo della società civile organizzata citata solo una volta al paragrafo 48 del testo, mentre non si fa riferimento ad essa per alcuna delle strategie di implementazione previste dal Piano; le decisioni sulle politiche commerciali sono rimandate al Doha Round e alle regole ingiuste del WTO; non sono previsti finanziamenti aggiuntivi per consentire “l’adattamento” ai cambiamenti climatici dei PMA; nulla viene detto rispetto al non mantenimento degli impegni assunti per accrescere l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo per raggiungere lo 0,7% del PIL dei Paesi donatori.

E’ per tutto questo che il Forum della società civile chiede che nelle prossime ore che rimangono prima della chiusura della Conferenza prevista per venerdì 13 alle ore 13, i Governi rivedano il Piano di azione nella direzione della definizione di impegni e strategie a favore delle popolazioni dei PMA. Cancellazione del debito, adozione della tassa sulla speculazioni finanziarie, instaurazione di un’autorità fiscale internazionale, regole per la finanza internazionale, eliminazione dei sussidi discorsivi all’agricoltura dei Paesi ricchi, accesso ai mercati dei prodotti dei PMA senza tariffe e barriere non doganali, stanziamenti adeguati per l’APS e risorse aggiuntive per la lotta ai cambiamenti climatici, ownership e controllo dell’utilizzo delle risorse, sono alcune delle richieste avanzate per ridefinire il paradigma dello sviluppo, orientarlo alla dignità delle persone e garantire un futuro di giustizia e dei diritti per tutti.

Solo così, i Governi e le istituzioni internazionali dimostreranno di aver compreso come il modello di sviluppo politico, economico, sociale ed ambientale sin qui promosso ha condotto alle più gravi crisi vissute dal nostro pianeta. Solo così dimostreranno di non farsi beffe del contributo della società civile e della voce delle popolazioni più povere del pianeta.

(articolo pubblicato su Repubblica.it)