Oggi è proprio una bella giornata.: il Parlamento Europeo approva la “Tobin Tax” (TTV).

La votazione di ieri, al Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo, di una Risoluzione per l’adozione nell’Unione Europea di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie speculative (TTV), riaccende le speranze che si stia finalmente creando un clima per il quale i decisori politici comprendano la necessità di porre delle regole più stringenti e vincolanti alla finanza impazzita. Ben 529 Parlamentari, contro solo 127 contrari e 18 astenuti, hanno dato il proprio voto favorevole perché l’Unione adotti quella che nel linguaggio comune è ancora oggi ricordata come la “Tobin Tax”. Un nome che riconduce al suo ideatore, l’economista James Tobin all’epoca consulente del Presidente USA J.F. Kennedy, che già negli anni ’70 immaginava come necessarie misure per garantire una maggior stabilità finanziaria dei mercati internazionali, tra le quali l’imposizione di una tassa sulle ingenti transazioni finanziarie fin da allora al di fuori di ogni controllo e di ogni prelievo fiscale. Stiamo parlando, alle cifre di oggi, di un volume di scambi pari a 73,5 volte superiore al PIL mondiale, come rilevato da uno studio del 2007 che, se sottoposto ad una tassazione minima con aliquota prevista allo 0,05%, produrrebbe risorse per 200 Miliardi di Euro nella sola Europa, cioè il doppio dell’attuale PIL della UE, e 655 Miliardi di dollari se applicata a livello mondiale. Risorse che potrebbero essere investite nel welfare, nello sviluppo dei Paesi impoveriti, nella creazione di nuovi posti di lavoro, come propone la campagna zerozerocinque lanciata in Italia da un nutrito cartello di associazioni di società civile.

Benché importante, e dalle ONG sempre citato, l’effetto di sopperire alla carenza di risorse economiche soprattutto in un momento di crisi mondiale come quella che stanno attraversando tutte le economie, non deve sottostimare altri importantissimi risultato conseguibili con l’introduzione della TTV: scoraggiare gli speculatori, causa principale della crisi attuale e del drammatico incremento dei prezzi delle derrate alimentari in corso; monitorare, censire e quindi dare maggior tracciabilità ai movimenti finanziari, spesso effettuati fuori dal controllo di qualunque autorità finanziaria e forieri di traffici illeciti e criminali transitati nei paradisi fiscali; consentire alle istituzioni finanziarie internazionali di prevedere e di intervenire in caso di attacchi speculativi ad economie nazionali, in modo particolare a quelle fragili e vulnerabili dei Paesi in Via di Sviluppo.

Una Risoluzione del Parlamento Europeo, lo sappiamo bene, non è certo una vittoria definitiva. Ma il fatto che la Unione Europea abbia adottato tale provvedimento alla vigilia del Vertice dei G8 che si terrà i prossimi 26-27 maggio a Deauville in Francia, e al quale ora passa la palla, assume una grande rilevanza politica. E soprattutto, riaccende le speranze nell’intera società civile internazionale che, ogni tanto, le battaglie apparentemente predenti si possono anche vincere. Con tanto impegno, mobilitazione di tutti e quella tenacia che la storia ci ha insegnato va sempre praticata quando si vanno ad urtare gli interessi e gli egoismi di chi sfrutta gli altri per arricchire se stesso.