Crisi nel Mediterraneo: Maroni rassicuri il Paese invece che aizzarlo

Una delle primissime regole che si apprendono in qualunque formazione alla vita professionale è quella secondo la quale la buona conduzione di un’associazione, di un’azienda o di una qualsiasi altra realtà collettiva dipende molto dall’atteggiamento e dai comportamenti del “capo” e da come questi sa trasmetterli al personale di cui ha la responsabilità. Così, ad esempio, nei corsi di formazione per dirigenti e leader viene insegnato come allorquando si deve affrontare una situazione di particolare difficoltà ed incertezza, chi esercita la leadership deve innanzitutto trasmettere sicurezza, pacatezza nei giudizi e nelle scelte e certezza circa la possibilità di superare la crisi e risolvere i problemi che, per grandi che siano, si dovranno affrontare.

Che l’Italia, e l’intera Unione Europea, siano di fronte ad un momento di grandissima difficoltà connessa con l’esplosività della situazione sociale, economica e politica dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo è fuor di dubbio. Tuttavia, i leader politici del nostro Paese così come quelli seduti a Bruxelles, sembrano agire lontani da quella regola basilare della buona leadership.

In questi giorni, ad esempio, mi ha infatti colpito come il Ministro degli Interni Roberto Maroni abbia ripetutamente affermato che essendo di fatto venuto meno il Trattato tra Italia e Libia in materia di gestione dei flussi migratori, le nostre coste sud saranno invase da decine di migliaia di profughi, rifugiati e migranti. Solo tre ipotesi possono spiegare un simile atteggiamento irresponsabile della massima autorità nazionale in materia di gestione della sicurezza degli italiani: voler strumentalizzare la crisi per rinfacciare le critiche mosse trattato sottoscritto tra Berlusconi e Gheddafi; cavalcare ancora una volta a paura e l’insicurezza  a fini propagandistico elettorali – magari facendo il pari con le idiozie razziste e xenofobe di Borghezio; non essere veramente all’altezza della situazione.

Non saprei per quale delle tre propendere. Certo è che in tutti i casi, da un esponente del Governo del nostro Paese, noi cittadini ci aspettiamo di più e di meglio.