Dal Cardinale Bagnasco la proposta di “osservatori internazionali” per la libertà religiosa nel mondo

La grande attesa per il discorso di prolusione del Cardinale Bagnasco – Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – ai lavori del Consiglio Permanente della CEI è stata ripagata. La situazione politica del nostro Paese, la crisi sociale e morale che da mesi rimbalza sui medi nazionali e il rischio di polarizzazione ideologica dell’opinione pubblica sono stati oggetto di una approfondita riflessione da parte del Cardinale Presidente.  Senza dubbio, la voce dell’Episcopato continua a mantenere in Italia un peso significativo al quale i politici di tutti gli schieramenti si sentono in dovere di reagire, sia per criticare, sia per assumere le indicazioni manifestate, non di rado strumentalizzandole ai propri convincimenti e alle proprie tattiche. Anche nel caso della riunione della CEI tenutasi ieri ad Ancona, come ormai consuetudine, l’enfasi e la lettura mediatica delle parole di Bagnasco sono state esclusivamente poste sui passaggi collegati alle vicende politiche nazionali. Tuttavia, ad una lettura completa dello stesso discorso non possono sfuggire   interessantissimi quanto autorevoli sottolineature su argomenti altrettanto importanti per il futuro del Paese. Ad esempio, il monito sul disinvestimento nelle politiche giovanili che inducono nei giovani un “senso di spaesamento che perdura”; quello sulla deriva del consumismo che conduce alla “desertificazione valoriale”; o ancora il perentorio invito a “pagare tutti nella giusta misura le tasse che la comunità impone” perché “nessuno è moralmente autorizzato ad autodecretarsi il livello fiscale”, continuando poi con l’affermare che “il furbo non va ammirato ne emulato”. Ma ciò che ha attirato in particolare la mia attenzione è un passaggio che potrebbe essere considerato una proposta concreta che le associazioni di volontariato potrebbero assumere come nuova sfida per le proprie attività e trasformare in una nuova richiesta da avanzare nei confronti del nostro Governo. Sottolineando opportunamente la questione di grande attualità ed urgenza circa la libertà religiosa violata e le discriminazioni in corso nei confronti dei cristiani in diversi Paesi, il Cardinale Bagnasco ha proposto la “possibilità di istituire degli osservatori internazionali in grado di controllare quello che concretamente avviene nei singoli territori”. Difendere i diritti fondamentali e promuovere la democrazia e la libertà globali, oggi trovano in questa originale proposta una prospettiva tutt’altro che retorica.

(articolo pubblicato su Repubblica.it)