Profughi eritrei: Berlusconi si faccia interprete delle richieste delle ONG

Le autorità egiziane lo hanno alla fine ammesso: sono più di 300 gli ostaggi eritrei nelle mani di trafficanti di esseri umani beduini che chiedono per la loro liberazione un riscatto da 3 a 8 mila Euro per persona. Ieri la polizia egiziana ha ammesso che nei giorni scorsi sono stati arrestai 27 profughi e incarcerati nei disumani centri di detenzioni allestiti anche in container esposti a temperature cocenti e nutriti a pane e acqua.

Oggi però, in questa ennesima immensa tragedia si accende una luce di speranza: le ONG, le organizzazioni di volontariato e quelle della società civile dei due Paesi confinanti, Israele e Egitto, si sono mobilitate. Lo stanno facendo per chiedere innanzitutto il rispetto della legge egiziana che prevede, ai sensi di una sua legge di maggio 2010, che lo stato intervenga in questi casi “fornendo protezione, cure mediche, psicologiche e sociali”. Poi chiedendo, insieme ad altre ONG internazionali, che l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati intervenga con urgenza affinché  i 27 profughi arrestati dalle autorità egiziane siano oggetto di una richiesta alla Unione Europea di richiesta di asilo politico. Unione Europea, tra l’altro, che per voce del suoRapporteur sul re-insediamento dei rifugiati – Rui Tavares – ha già reso nota la sua disponibilità.

Tutti sanno la verità: se dovessero essere rimpatriati finirebbero nelle mani degli aguzzini del loro Paese di origine. Una prospettiva che la comunità internazionale non può considerare e che dovrebbe essere un impulso per itnraprendere azioni urgenti. Innanzitutto sostenendo i volontari e i missionari che da tempo si prodigano per alleviare il calvario dei migranti africani che percorrono quelle rotte di morte. Poi attivando pressioni diplomatiche, ma anche economiche e politiche, per far assumere piena responsabilità al Governo de Il Cairo. In questo, vista la propaganda fatta dal Presidente Berlusconi per aver “mediato” la presenza dell’Egitto al G8 de L’Aquila, il Governo italiano dovrebbe giocare un ruolo trainante e decisivo. A patto che, come più volte affermato dallo stesso Berlusconi, il nostro Governo goda di quella autorevolezza e stima internazionali ancora recentemente sbandierate.

articolo pubblicato su www.repubblica.it