Cinque per mille: reintegro al fotofinish

Anche quest’anno, come oramai sembra essere diventato consuetudine, è andato in onda il thriller da cardiopalma del 5 per mille. Sul filo di lana del Decreto Mille Proroghe di fine anno, il maxi emendamento alla legge di stabilità del prossimo 2001 sino ad oggi conosciuta come “la Finanziaria”, prevede il reintegro dei fondi di questa misura prevista ad incentivo del terzo settore. Senza dubbio un attesissima notizia che rasserena il Natale di moltissime associazioni di volontariato, di promozione sociale, di cooperazione internazionale e, in genere, appartenenti al cosiddetto mondo no – profit. A fronte dei tagli da vera e propria macelleria applicati alla spesa sociale con la legge di stabilità, l’istituto del cinque per mille assurge a speranza vitale per molte di esse, sia per la loro stessa sopravvivenza, sia per continuare a finanziare i numerosissimi ed indispensabili servizi che l’associazionismo garantisce al nostro Paese, in particolare alle fasce deboli e meno abbienti. Tuttavia, ciò che non si comprende a fondo è quale sia il recondito godimento del Governo e del Ministro Tremonti in particolare, nel tenere sulla corda per intere settimane tutte le realtà di terzo settore, costrette anche in questo ultimo scorcio del 2010 a scendere in piazza, mobilitarsi e organizzare azioni di lobbying sui parlamentari per convincere il Governo a trovare la copertura finanziaria del cinque per mille. Vale qui la pena ricordare come nella proposta governativa introdotta alla discussione delle aule parlamentari, la disponibilità di risorse per il 2011 fosse scesa a soli 100 milioni di Euro a fronte dei 400 previsti per il 2010. Solo dopo le insistenze, le pressioni e le manifestazioni organizzate dal Forum Nazionale del Terzo Settore, il Parlamento ha ritenuto di reintegrare il taglio. Pur vincolando 100 milioni di Euro alla ricerca sulla SLA ed ai malati di sclerosi e sottraendone 50 ai contributi per l’editoria, i fondi sono tornati allo stesso livello dello scorso anno. Si tratta dell’ennesima dimostrazione della pertinenza e della necessità di quanto il Forum, in rappresentanza delle oltre 120 associazioni di livello nazionale ad esso associate, richiede da tempo: una legge di stabilizzazione del cinque per mille che consenta di porre fine a questo inutile e dannoso carosello di fine anno e dia maggiori prospettive di stabilità e di programmazione al terzo settore italiano.

(articolo pubblicato su http://oltreconfini.blogautore.repubblica.it/)