18 Dicembre – Giornata mondiale dei migranti: c’è una Convenzione ONU scandalosamente disattesa

A 20 anni dall’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della risoluzione 45/158 del 18 dicembre 1990, la “Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei membri delle loro Famiglie” resta una tra le ultime ad essere ratificate. Tanti, troppi gli anni per la sua adozione formale, avvenuta il 1° Luglio 2003 grazie alla ratifica da parte del Guatemala avvenuta il 14 marzo dello stesso anno. Con tale firma, il  numero degli Stati aderenti è salito a venti raggiungendo così la soglia minima necessaria, ai sensi della Convenzione, per la sua entrata in vigore. Da allora si sono aggiunti solo altri 24 Paesi, quasi tutti “in via di sviluppo”. Un dato che fa di questa Convenzione quella con il tasso di adozione tra i più bassi che si siano mai registrati e che presenta la maggior lentezza di applicazione con il conseguente rallentamento dell’effettiva tutela dei diritti umani di tutti i migranti.

La giornata del 18 dicembre, Giornata internazionale dei migranti, non può allora che essere un’occasione di denuncia di tale indifferenza e di sollecitazione affinché la Convenzione venga ratificata al più presto da tutti gli Sati che, ancora oggi, sono i primi soggetti a non rispettare gli obblighi loro imposti rispetto ai migranti e a non riconoscere, garantire e tutelare i loro diritti. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, avanza tale denuncia e afferma “Siamo consci che sia necessario proteggere i diritti umani dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, a prescindere dal loro status – e sappiamo ciò che serve per favorire condizioni di migrazione appropriate, eque, umane e legali. Tutto ciò è espressamente sancito dalla Convenzione sui Lavoratori Migranti. Gli Stati stessi sono consci dell’importanza dell’azione essendosi riuniti venti anni fa per codificare tali elementi fondamentali in un trattato legalmente vincolante.” Preoccupazione espressa con altrettanta chiarezza anche da Mons. Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, che nella lectio magistralis dello scorso 10 dicembre in Campidoglio, anticipata integralmente da Radio Vaticana, non ha mancato di sottolineare la come le politiche migratorie, a livello nazionale e internazionale, “devono tener conto della centralità della persona umana e della sua intangibile dignità”. Il capo dicastero vaticano ha esplicitamente parlato di un “sostanziale fallimento” della Convenzione internazionale sulla protezione dei lavoratori, giacché quasi tutti i Paesi di destinazione dei flussi migratori non l’hanno sottoscritta. Tra questi, purtroppo, molti presunti paladini dei diritti umani e del rispetto della persona umana, facenti parte della progredita Unione Europea. Italia compresa.

IL 18 dicembre, allora, è un anniversario che non evoca festeggiamenti, ma pensiero, denuncia, azione e mobilitazione. Da parte di tutti.