“La cicala e la formica”…e il pavone

Qualche giorno fa, la mia attenzione e riflessione sono state sollecitate dalla lettura di due articoli dello stesso quotidiano: La Repubblica del 24 novembre. Nel primo, ben in evidenza nella primissime pagine, la visita di Sergio Marchionne negli USA; nel secondo, relegato nella “cronaca di Milano”, un’intervista a Augusto Contini. Se l’Amministratore delegato della FIAT non ha certo bisogno di presentazioni, citare il Contini necessita un complemento di informazione. Augusto Contini è uno dei 700 operai della fabbrica OM di via Pompeo Leoni a Milano ancora oggi vivi, ma non altrettanto “vegeti”. Essi, infatti, sono quegli operai “fortunati”, sopravvissuti all’amianto di cui “erano pieni i carrelli” che circolavano in fabbrica, e del quale  “non hanno mai capito che faceva male” salvo apprenderlo da un pneumologo 28 anni dopo: quando chi l’ha scampata è giunto alla pensione. Oggi Augusto Contini sopravvive grazie alla bombola di ossigeno che lo accompagna ovunque. Molti dei suoi compagni sono morti prima, uccisi dalla silicosi da amianto per cui il pm Maurizio Ascione ha aperto un’indagine per identificare eventuali responsabilità della FIAT OM, oggi IVECO. Quello stesso Gruppo industriale di cui Marchionne è Amministratore Delegato e “salvatore” messianico. Dagli stabilimenti negli Stati Uniti, recentemente acquisiti dal Gruppo FIAT, sostenuto dal Presidente Obama con pacche sulle spalle, lodi sperticate e ringraziamenti per aver salvato l’industria automobilistica degli “states”, Marchionne ha apostrofato gli italiani di essere solo capaci di “fare chiacchere”, mentre oltreoceano si può operare a ritmi serrati con decisionismo ed efficacia. Senz’altro avrà ragione. In molti casi ha certamente ragione. Ma facendo simili affermazioni non si dovrebbe dimenticare che mentre il Contini, ha parlato e denunciato una responsabilità enorme dei predecessori di Marchionne, chi si trincera dietro il silenzio sono gli attuali colleghi del super manager. I quali, sollecitati dal p.m., si sono allineati dietro un “non essere in grado di fornire notizie circa l’attività svolta all’epoca (della OM n.d.r.) dato il lungo tempo trascorso”. E ancora senza dimenticare che chi è accusato di non parlare, che evidentemente per Marchionne non erano i dirigenti a lui sottoposti, ha sborsato miliardi di Euro, tra incentivi e finanziamenti, per salvare la FIAT dalle varie crisi economiche e produttive degli ultimi trent’anni senza i quali nemmeno “Superman” avrebbe avuto la meglio. Aiuti e finanziamenti che il Contini non ha ancora visto a risarcimento dei danni e dei drammi subiti e per i quali “non si aspetta niente .. Perché non sarà mai riconosciuto il diritto di una persona che ha contribuito un po’ al benessere di questo Paese”.  “Chissà” – mi sono detto al termine delle due letture – “se Esopo concorderebbe sulla necessità di rivedere la favola della cicala e della formica per attualizzarne la morale e inserirvi un nuovo attore: il pavone”.