Parlamentari nominati da partiti che non hanno neppure saputo sceglierli

Prima o poi il conto si paga! Lo scandalo di questa legge elettorale che ha consegnato l’Italia ad un Parlamento nominato dagli apparati dei partiti si copre oggi di ridicolo. I capi bastone delle formazioni politiche di centro destra e di centro sinistra non hanno nemmeno saputo scegliere. Così, oltre un Deputato su 10 ha deciso di “cambiar casa” portando a 77 il numero dei transfughi. Alcuni, addirittura, hanno cambiato schieramento passando da maggioranza ad opposizione o vice versa. Sin dalle prime battute della legislatura abbiamo assistito a queste emorragie avviate dal primo parlamentare africano che ha varcato le soglie di Montecitorio. Jean Leonard Touadi, eletto nelle file di Italia dei Valori, dopo  la manifestazione di piazza di questo partito dove vennero pronunciate parole offensive nei confronti di Papa Ratzinger passò al PD. Poi il caso tragicomico di Massimo Calearo. L’allora Presidente di FINMECCANICA dopo aver spaccato l’elettorato diviso su una candidatura da molti, me compreso, così contraddittoria e incomprensibile passo dopo passo si è spostato “verso destra”, tanto da fare l’occhiolino alla maggioranza al voto di fiducia chiesto da Berlusconi lo scorso 29 settembre. Problemi di “coscienza”, sostengono la maggior parte dei transfughi. Di certo, sono tra coloro che ammettono i cambiamenti di opinione. Con essi, a volte, si consentono ravvedimenti e conversioni. In politica meglio essere “atei”, come sostenuto da Stendhal e dall’anticonformista filosofo francese André Glucksmann . I danni di chi segue il dio di turno li conosciamo bene. Ma nel caso di un altro personaggio eccellente nulla di tutto ciò è accaduto. Il prof. Umberto Veronesi, controverso capolista PD in lombardia alle ultime elezioni, non ha mai cambiato idea. Dopo aver suscitato l’indignazione dell’elettorato PD cattolico per le sue note idee in materia di quei “valori non negoziabili” della Dottrina Sociale della Chiesa, cosa che fece insorgere i cattolici PD che mal digerirono la posizione di primo degli eletti – nominati a Milano, ieri ha accettato la nomina a Presidente della neo costituita Agenzia per la Sicurezza nucleare istituita dal Governo per lanciare il suo programma di nuclearizzazione del nostro Paese. Ancora nelle file del PD e senza aver cambiato idea ne sulle questioni connesse al diritto alla vita ne sul nucleare. Eppure, dai leader di questo partito si alzano cori di disapprovazione, invocazioni alla coerenza e richieste di incompatibilità. Ma chi lo ha candidato non conosceva le idee dell’autorevole oncologo ? Tra veline, personaggi di spettacolo, visi noti del piccolo schermo, “nani e ballerine”, il teatrino della politica ha raggiunto il suo apogeo. Ridateci il diritto di scegliere chi ci governa. Almeno saremo noi, se del caso, a piangere sul latte versato.