Per Governo e Parlamento una stagione decadente

La nostra Costituzione, come per ogni democrazia, assegna il potere legislativo al Parlamento, normalmente eletto dai cittadini. In questa legislatura si è spesso parlato della delegittimazione da parte del Governo nei confronti del lavoro di Palazzo Madama e di Montecitorio. Come ormai consuetudine, il dibattito politico è stato scandito da spesso nauseanti scontri tra posizioni di strenua difesa dell’operato di Palazzo Chigi e pasdaran all’attacco della roccaforte governativa. Forse sarebbe più interessante riflettere sui numeri che, fino a prova contraria, se non falsati sono oggettivi. Dall’inizio della legislatura a questa estate, i nostri Parlamentari hanno complessivamente depositato circa 5.000 Disegni di legge a fronte dei “soli” 464 di iniziativa governativa. Ma la cosa interessante è che solo 31 delle proposte di parlamentari si sono trasformate in Leggi contro le 153 (il 33%) di parte Governativa. E infine, a proposito di federalismo e sussidiarietà, non si è registrata nessuna approvazione dei 30 progetti di legge presentati da Regioni italiane nè tanto meno delle 15 proposte di iniziativa popolare che, ricordo, devono essere sottoscritte da almeno 500.000 cittadini. Dati eloquenti che lasciano trasparire un Governo interventista, ma anche un Parlamento assenteista. A questo proposito i dati sono così notori da non richiedere una ripetizione. Piuttosto, vale la pena riflettere su quanto accaduto in occasione dell’intervento al Senato e alla Camera del Ministro della Difesa Ignazio La Russa in materia di Afghanistan che, parole sue, ha detto di subordinare la sua decisione sulla necessità di dotare di bombe i nostri caccia in “missione di pace” a Kabul alla volontà del Parlamento. Mentre il Ministro trattava questo delicatissimo argomento, i banchi erano semideserti. In particolare quelli dell’opposizione, come giustamente stigmatizzato nel suo intervento in aula dal parlamentare PDL Gianfranco Paglia. Una delle tante afasie di questo nostro autunno decadente.