Archivi tag: diritti elettori

Non si speculi sulla salute dei bambini

Che le campagne elettorali siano, da sempre, ricettacolo di insulsaggini, populismi e chimere non è certo una novità. Che queste travalichino i limiti della sacralità della salute delle persone è cosa più rara.

Le posizioni contrapposte sulla vessata questio dell’obbligatorietà dei vaccini che stanno infuocando le diatribe politicanti di questi mesi, non sono solo ridicole, ma anche scellerate.

Non sono minimamente un esperto di sanità pubblica, né dispongo delle conoscenze per scegliere e nemmeno per sentenziare nel merito. Eppure, tra meno di tre mesi, alle urne, dovrò basarmi anche sulle posizioni espresse dai leader dei principali partiti circa la miglior scelta da operare per un futuro sicuro dei nostri bambini. Obbligatorietà? Raccomandazione? Autonomia decisionale (dei territori)? Libertà di scelta (dei genitori)? Obiezione di coscienza (dei medici)? Un dedalo di opzioni che sembrano derivare dalla ottusa volontà di opporsi all’avversario e distinguersi dagli altri, piuttosto che da responsabilità nei confronti del diritto fondamentale ad una vita salubre degli individui e delle comunità.

A livello internazionale esiste e funziona un’autorità competente, svincolata dai provincialismi, dalle smanie di protagonismo, e dalle bramosie di visibilità dei nostri leader nostrani, alla quale ci si dovrebbe rivolgere per avere quantomeno un parere vincolante, se non una vero e propria direttiva. L’Organizzazione Mondiale della Sanità esiste per questo e viene sostenuta anche con il denaro (nostro) che il Governo italiano versa per il suo funzionamento.

Come viene sollecitato ad intervenire in contesti altri, come ad esempio nei Paesi dei Sud del mondo, senza che ciò provochi problema alcuno, e così come in questi casi il parere dell’Organizzazione ginevrina viene richiesto, accolto e messo in pratica, così il buon senso e il dovere di responsabilità dei decisori nazionali dovrebbe passare la mano a chi ogni giorno, nel mondo, ha a che fare con endemie, epidemie e malattie contagiose.

Da cittadino e, fra poco, da elettore, ritengo un diritto basare le mie scelte su un parere super partes.

(Articolo pubblicato su Repubblica.it ; Vita.it)

Nuovi partiti richiedono nuove elezioni

La situazione dello scenario parlamentare così come si presenta oggi è tanto mutata rispetto a quella sottoposta alla verifica del voto degli italiani solo pochi mesi orsono  da indurmi alla convinzione della necessità di tornare alle urne. Non per calcoli o per tatticismi, ne per sottovalutazione delle conseguenze che un nuovo appuntamento elettorale può provocare sulla stabilità e la credibilità del Paese. Piuttosto, per la maturata certezza che la credibilità e la fedeltà della politica nei confronti degli elettori e del loro mandato elettorale non sia valore sacrificabile a nulla. Pena la messa in discussione della democrazia. 

Già quando la fedeltà al mandato ricevuto viene disattesa sulla base di scelte personali, come nel caso di quasi ben 200 parlamentari che negli ultimi 5 anni hanno deciso di cambiare partito in corso di legislatura, i dubbi circa la correttezza di tale scelta sono legittimi. Quando poi il cambiamento viene praticato da intere compagini partitiche il dubbio diventa certezza.

In queste ultime settimane, l’arco costituzionale si è profondamente e ripetutamente modificato. La nascita di Fratelli d’Italia e oggi la seconda scissione in casa PDL ad opera dei cosiddetti “governativi; il divorzio consumato in casa dei montiani di Scelta Civica  e, infine, la scissione de facto in casa PD tra centristi, sinistrorsi o tra renziani e “resto del mondo” sono gli apici di questo fenomeno. Addirittura, oggi si annuncia un nuovo Partito ispirato al Partito Popolare Europeo con, ovviamente, un nuovo programma e una nuova condensazione di valori e principi non sottoposta alla verifica elettorale ultima scorsa. 

Sein vista della tanto sbandierata riforma della legge elettorale si insiste tanto e a ragione circa la necessità di ripristinare le “preferenze” al fine di consentire agli elettori di scegliere i propri rappresentanti, a maggior ragione si dovrebbe insistere perché agli elettori venga dato il diritto di orientare il proprio voto ai partiti sulla base dei rispettivi programmi