“Basta favori ai mercanti di armi” – firma anche tu
Sarà “colpa” delle Olimpiadi invernali o del Festival di Sanremo: come quasi sempre accade nei periodi di massima distrazione di massa c’è chi si approfitta per far passare in sordina decisioni che, al contrario, meriterebbero la più diffusa attenzione.
E’ questo il caso della ripresa del dibattito parlamentare sulla riforma della Legge 185/90 che regolamenta il commercio delle armi all’estero dell’Italia. Lo scorso 6 febbraio, infatti, il progetto di riforma fermo da un anno è stato ricalendarizzato per la discussione nella Commissione Esteri della Camera dei Deputati. Per questo, le 85 organizzazioni di società civile promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” alla quale hanno aderito circa 200 altre realtà italiane, sono tornate a mobilitarsi chiedendo un confronto in Parlamento e una attivazione di tutti i cittadini.
I motivi, le motivazioni e le proposte avanzate dalla Campagna sono chiari e riassumibili nella necessità di mantenere un controllo efficace e stretto sul commercio delle armi fabbricate nel nostro Paese per impedire la loro destinazione a contesti e soggetti poco raccomandabili, nonché operazioni di speculazione finanziaria opinabilmente lecite, ma alquanto redditizie.
La riforma proposta su iniziativa governativa – il Governo Meloni si è affidato ad una relatrice di ereditaria esperienza in materia come la Senatrice Stefania Craxi – prevede infatti alcuni passaggi che lasciano presagire un favoritismo, o se preferite un lassismo, nei confronti delle aziende produttrici di armi. A partire dall’inspiegabile diniego, manifestato in occasione della discussione al Senato del febbraio 2024, di inserire un esplicito richiamo al Trattato sul Commercio delle Armi (ATT) quale normativa internazionale di riferimento entrato in vigore dopo l’approvazione della 185/90; poi, più “comprensibilmente”, l’annullamento dell’obbligo di relazione annuale al Parlamento e della pubblicazione della tabella delle “Banche armate” – cioè l’elenco degli istituti di credito che finanziano e traggono profitto dall’export di armi; o ancora l’inammissibile vaghezza nella definizione della competenza per gli interventi urgenti di blocco delle operazioni di esportazione delle armi in caso di dubbia legalità.
Queste e altre sono le richieste avanzate dalla Campagna “Basta favori ai mercanti di armi” che mai, in nessuna circostanza e caso, la maggioranza di governo ha voluto tenere in considerazione, tanto meno accogliere.
Le patetiche, opportunistiche e populistiche giustificazioni dei fautori della riforma della Legge, tutte vertenti sulla contingenza di sostegno all’Ucraina !!!!, non mi abbagliano ne ammagliano. Al contrario, hanno rafforzato la mia convinzione allorquando ho apposto la mia firma a sottoscrizione della campagna.
Cosa che chiedo a tutti i lettori che, ne sono certo, firmeranno la petizione, si daranno anche da fare per interpellare Parlamentari conosciuti e solleciteranno l’adesione di tanti, di tutti quelli che ancora non vogliono arrendersi alla criminale logica del profitto fatto sulla pelle degli altri, in barba ad ogni principio di umanità e, almeno per i tanti che così si professano, di cristianità.

