MONDIALI DI CALCIO 2022: spettacolo sulla pelle di “poveri cristi”

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Sono migliaia i lavoratori migranti che hanno perso la vita o subito incidenti ed infortuni sui cantieri avviati in Qatar da quando la FIFA, nel 2010, ha assegnato a questo Stato il compito di organizzare i Mondiali di calcio del prossimo novembre 2022. Una carneficina non del tutto inattesa, considerati i precedenti del Qatar in materia di rispetto di diritti umani, che tuttavia non hanno insinuato dubbi nei decisori della FIFA.

Secondo le stime di Amnesty International, Human Right Watch ed altre organizzazioni impegnate per la difesa dei diritti umani, la paurosa cifra delle vittime supera le 10.000 persone. India, Bangladesh, Nepal e Sri-Lanka, ai quali si sono più di recente aggiunti Filippine ed altri Paesi africani, sono i Paesi che più hanno contribuito al macabro sacrificio di “poveracci” costretti a migrare per lavorare anche se a condizioni disumane, senza alcuna tutela e a salari a dir poco da fame.

Io stesso, nel corso dei miei ultimi viaggi internazionali, ho visto in Qatar operai lavorare al 20° 30° piano di edifici in costruzione privi di reti di protezione, su ponteggi improvvisati, con turni massacranti distribuiti nelle 24 ore senza interruzione.

Di fronte a questo ennesimo sandalo nascosto, le organizzazioni umanitarie hanno deciso di indirizzare una lettera a Gianni Infantino, Presidente FIFA, per chiedere conto di questi abusi e provvedere, perlomeno, ad un equo risarcimento alle vittime e alle loro famiglie.

Poca cosa rispetto ai miliardi spesi per l’organizzazione del torneo, ai compensi scandalosi pagati a calciatori, allenatori e seguito e, ancor di più, ai profitti astronomici che produrrà questo immenso business, ma almeno si renderà un minimo di giustizia ai soliti “poveri cristi” che pagano sempre e per tutti.

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Un commento

  1. Carissimo Sergio, concordo con il tuo post e condivido la lettera. Di sicuro vedere i prossimi mondiali richiederà una s se ria riflessione. Tanti saluti di cuore.
    Carlo Valotti